Appunti di Pendoleria: Il Pendolo Elettromagnetico o Pendolo di Hipp

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A cura di Davide Munaretto

Matthäus Hipp, apprendista orologiaio di Johannes Eichenhofen a Blaubeuren, dal 1832-34 lavorò con il famoso costruttore di orologi Valentin Stoss a Ulm.

Nel 1840 aprì un proprio negozio di orologiaio a Reutlingen.

Fu in contatto con molti fisici come Steinheil e Reusch e nel 1842 costruì il suo primo orologio ad alimentazione elettrica.

Il meccanismo era concepito in modo tale che l’impulso elettromagnetico era inviato ed agiva solo quando l’ampiezza dell’oscillazione, per l’attrito, scendeva al di sotto di un certo angolo.

In questo modo l’energia elettrica, intervenendo solo quando la carica stava per esaurirsi, non alterava la velocità del funzionamento dell’orologio e prese appunto il nome di Hipp’s electrical pendulum clock.

L’aspetto che rende differente da altri pendoli elettromeccanici è il fatto di avere la bobina fissa posta sotto il pendolo anziché mobile collegata ad esso come nei successivi Bulle Clock.

Nelle realizzazioni pratiche il pendolo veniva poi collegato all’orologio tramite una ruota che veniva sospinta ad ogni oscillazione da una paletta collegata direttamente al pendolo.

La ruota poi è tenuta in posizione e quindi senza possibilità che possa ruotare in senso opposto da un cricco talvolta direttamente collegato al contatto elettrico di chiusura della Bobina.

Questa categoria di pendoli è però molto sensibile alle variazioni di tensione in quanto al variare della stessa varia il campo elettromagnetico e di conseguenza la forza dell’impulso determinando cosi un aumento o riduzione dell’ampiezza di oscillazione del pendolo.

Essendo l’alimentazione direttamente collegata all’orologio, la tensione di alimentazione varia da 1,5 Volta ad un massimo di 60 Volt sempre in corrente continua.

Quella che segue è la sequenza dell’intervento della paletta sulla ruota di azionamento dell’orologio.